Vittorio Merloni. Quando fare impresa crea legami che durano nel tempo

E’ con gratitudine e stima nei confronti di uno dei più grandi imprenditori della nostra terra, che vogliamo dedicare questo spazio a Vittorio Merloni. Fuori dal clamore e dalle logiche del momento, cogliamo il pretesto del bel convegno, organizzato da ISTAO e MIP, di presentazione del libro Vittorio Merloni. Un imprenditore Olivettiano, edito da Il Mulino e curato da Valeriano Balloni e Paolo Pettenati che si terrà oggi, giovedì 30 giugno, al MIP di Milano per condividere le riflessioni di Mario Bartocci, che a Vittorio è stato vicino nel lavoro e nella vita, e di Enrico Loccioni che da lui si è lasciato ispirare condividendone la stessa passione del fare impresa in un territorio.

 

 

 

 

Per fare un’impresa ci vuole un territorio, per fare un territorio ci vuole un’impresa

 

Ero poco più che maggiorenne, con una piccolissima attività di impiantistica elettrica e tanta voglia di ascoltare e di imparare, quando la mia strada si è incrociata con quella della famiglia Merloni: in una località in mezzo alla campagna Aristide Merloni presiedeva all’inaugurazione di una piccola fabbrica, alla nascita di un’impresa e di un imprenditore.

 

La passione e il gusto che trasmetteva erano quelli di chi vede decollare un territorio, di chi si pone l’obiettivo di animare altri imprenditori per tessere una rete culturale e produttiva che possa creare sviluppo in una città, una provincia, una regione. Ho riconosciuto quella passione e quel gusto; sono la parte più bella dell’essere imprenditore.

 

Non ho avuto molte occasioni di frequentare personalmente Vittorio Merloni, ma il suo nome è indissolubilmente legato allo sviluppo più importante della nostra storia.

 

Erano gli anni ’70 e la Merloni Elettrodomestici era in pieno sviluppo produttivo. Vedevo questo imprenditore proiettato verso il mondo, animato da una grande spinta creativa, impegnato dal punto di vista sociale, legatissimo al suo territorio. Grazie a lui la nostra regione si apriva ad una dimensione internazionale. Vittorio è stato il primo tra i produttori di elettrodomestici ad affrontare il tema della qualità e si è rivolto a noi per sviluppare un’innovazione tecnologica che potesse migliorare il processo produttivo e la qualità del prodotto. Le fabbriche marchigiane di elettrodomestici diventavano così le più innovative del mondo.

 

Lo ricordo con lo sguardo sempre vivace, attento anche ad una piccola realtà come la nostra, curioso. E proprio questo mi ha spinto a chiedergli, in occasione di una sua visita da noi, “Che cosa ci consigli, cosa faresti al nostro posto?!” Da quell’incontro è uscito un documento prezioso che ancora condivido con i nostri giovani collaboratori.

 

Dall’approccio commerciale e di comunicazione alla cultura economica, dall’etica imprenditoriale alla riduzione degli sprechi, Vittorio Merloni ci ha regalato con grande generosità e passione una lezione d’impresa che è tutt’ora valida.

Da parte mia continuerò a seguire la strada che Vittorio Merloni ci ha indicato: occuparsi del benessere dell’impresa significa impegnarsi con apertura e curiosità per il benessere del territorio, perché per fare un’impresa ci vuole un territorio e per fare un territorio ci vuole un’impresa.

Enrico Loccioni


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